Orientamento e cartografia .

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Orienteering con ciaspe. 

Lo sport dell'orientamento si svolge nei boschi d'estate e d'inverno sulla neve con gli sci con l'obiettivo di raggiungere nel più breve tempo possibile ed in un ordine prefissato vari punti, detti di controllo, segnalati da un oggetto chiamato lanterna.

   Il concorrente (orientista) ha a disposizione una bussola e la cartografia della zona (campo di gara) sulla quale sono segnati i punti da raggiungere. La cartografia riproduce non solo la morfologia del terreno (curve di livello), ma anche la tipologia dello stesso e della vegetazione con una serie numerosa di simboli per rappresentare caratteristiche sia naturali che antropogeniche. Come in tutti gli sport, è necessario garantire che le condizioni di gara siano le stesse per tutti i concorrenti. Quanto più è accurata la carta, tanto più eque saranno le condizioni e tanto meglio il tracciatore potrà disporre percorsi tecnici ed imparziali. I punti di controllo sono i cardini del tracciato. Scopo del tracciatore è fare in modo che il percorso esalti, ai fini del risultato, l'abilità di navigazione.

   Dal punto di vista dei concorrenti, una carta dettagliata e leggibile costituisce una guida affidabile nella scelta del percorso. Essa permette di seguire la strada più adatta alle proprie capacità tecniche ed atletiche. Tuttavia, l'abilità nella scelta del percorso perde ogni significato se la carta non è una rappresentazione fedele del terreno, se non è accurata, antiquata o poco leggibile.

   Ogni tipo di ostacolo costituisce un’informazione essenziale: rocce, acque, boscaglie. La rete di strade e sentieri mostra dove è più facile procedere ed orientarsi. Una classificazione accurata di quanto la corsa sia facile od ostacolata aiuta il concorrente a prendere le giuste decisioni. Orientamento è prima di tutto navigare basandosi sulla lettura della carta.

   Compito del cartografo è di sapere quali oggetti rilevare e come rappresentarli. È indispensabile praticare lo sport con continuità per capire i requisiti fondamentali della carta d'orientamento: i contenuti, l'accuratezza, il grado di dettaglio e soprattutto la leggibilità.

   Molti appassionati di questo sport sono interessati alla cartografia come studio scientifico, ma in letteratura é difficile trovare una sua descrizione ed ancora di più un'ipotesi di classificazione.

   Il presente scritto ha lo scopo di evidenziare le caratteristiche cartografiche di una carta di gara ed attraverso queste tentarne una collocazione, con l'aiuto di varie categorie, nel mondo più ampio delle carte geografiche.

 Storia dell'orientamento.

   L'orientamento inizia come disciplina in ambito militare. In particolare, nel 1886 in Svezia esso era definito come la tecnica di attraversamento di un territorio sconosciuto con l'ausilio di mappa e bussola.

   La prima gara di orientamento non militare si svolse il 31 ottobre 1897 a Nordmarka vicino Oslo (Norvegia) con una carta di scala 1:30000, ma nel 1888 fu già utilizzata una carta in bianco-nero. La prima gara ufficiale si svolse il 25 marzo 1918 in Norvegia su un percorso di 12 km con 3 punti di controllo.

   Le prime gare d'orientamento in Finlandia erano del tipo O-Ski. Nei primi anni in Finlandia si utilizzarono carte con base russa alle scale di 1:21000 e 1:42000. Nel 1947 si iniziò a produrre la cartografia nazionale che permise di disegnare quelle che furono considerate le migliori carte d'orientamento fino al 1960. Questo primato permise alla Finlandia di proporre l'istituzione di una Commissione cartografica ad hoc che avesse il compito di uniformare il disegno delle carte. Le nuove norme standard furono utilizzate nel 1969 nel Campionato Mondiale in Svezia.

   La prima gara in Svezia fu organizzata il 17 marzo 1901 e fu utilizzata una carta alla scala di 1:100000!

   La prima carta disegnata appositamente per la gara fu eseguita nel 1947 ed era in bianco-nero. Tale carta fu disegnata da alcuni studenti universitari poiché durante la guerra la vendita della cartografia ufficiale era stata bloccata.

   La rivoluzione la si ebbe con il disegno della prima carta a colori espressamente fatta per una gara d'orientamento stampata il 30 aprile 1950 in Norvegia. Questa mappa fu disegnata da Knut Valstad alla scala di 1:20000.

   Il dettaglio della mappa era tale che la gara si sarebbe basata quasi totalmente nella bravura della navigazione che nella ricerca sul terreno. In quell'occasione non vi era il testimone dei punti di controllo (cartellino per segnare la punzonatura) con la simbologia di oggi poiché essa venne ufficializzata nel 1971.

   Sulle carte di questo periodo pioneristico della cartografia d'orientamento le informazioni erano praticamente quelle della normale topografia mancando le indicazioni sulla tipologia del terreno e sulla sua difficoltà alla corsa.

   La codificazione della percorribilità del terreno fu affrontata da una commissione ad hoc a metà degli anni Sessanta del secolo scorso che produsse la prima bozza nel 1967. Come base fu utilizzata la mappa norvegese del 1950 definita una "bibbia". In quell'occasione fu scelto il bianco per la foresta/bosco ed il giallo per i prati aperti. Fino ad allora, specie nei paesi scandinavi, i prati venivano colorati in marrone o retinato nero. Negli altri paesi europei la colorazione era verde per i boschi e bianco per i prati.

   La prima ufficializzazione della percorribilità e dei colori fu fatta nel 1969 (ISOM - International Specification Orienteering Maps 1969) al Congresso IOF svoltosi a Doksy (ex Cecoslovacchia). In realtà, ciò che si approvò furono più che delle norme, delle linee guida. Due furono le scale delle carte adottate: 1:20000 e 1:15000.

   Il primo esempio importante di carta di gara fu quella utilizzata nel 1970 per i Campionati Mondiali svoltisi nell'ex Germania Democratica.

   In quell'occasione fu emesso il primo francobollo col tema dello sport di orientamento sul quale si riportava un esempio di cartografia.

   I simboli codificati all'inizio furono circa un centinaio. La prima norma sui simboli fu emanata nel 1975 (ISOM 1975) cercando un compromesso tra le richieste dei vari paesi. Due furono le scale delle carte adottate: 1:15000 e 1:10000. Si aggiunsero altre tonalità di colore.

   Le ISOM 1985 hanno razionalizzato i simboli arrivando al numero di 105.

   All'inizio degli anni Novanta del secolo passato iniziarono a prodursi mappe digitali con i programmi per computer OCAD (una versione demo é scaricabile da Internet).

 

CORSI DI ORIENTAMENTO NEI WEEK-END

Due giorni immersi nella natura per imparare ad orientarsi utilizzando carte topografiche, bussola ed altimetro. Apprenderete nozioni di cartografia ma anche di comportamento in caso di imprevisti, affrontare un ambiente selvaggio con rispetto e preparazione alla ricerca del giusto equilibrio con la natura che ci circonda.

Il costo del corso è di € 100, con un minimo di 4 partecipanti.

L'orientamento e la morfologia del terreno.

   La cartografia per l'orientamento descrive meglio di qualunque altra le caratteristiche morfologiche e di percorribilità del territorio. Ciò permette di dire che il suo contenuto informativo é molto elevato indipendentemente dagli scopi della stessa.

   La carta d'orientamento deve contenere i particolari che sono evidenti sul terreno all'orientista in gara. Deve riportare ogni elemento che può influenzare la lettura della carta o la scelta del percorso: forme del terreno, rocce e sassi, fondo del terreno, velocità di attraversamento nella vegetazione (definita come corribilità), principali tipologie di terreno, idrografia, centri abitati e singole case, la rete di strade e sentieri, altre linee di comunicazione ed oggetti utili alla navigazione.

   La forma del terreno è uno degli aspetti più importanti di una carta d'orientamento. Non sarà mai troppa l'importanza data al corretto uso delle curve di livello per rappresentare l'aspetto tridimensionale del terreno (forma e differenze di quota).

   In fase di rilievo va valutata la misura in cui ogni oggetto è riconoscibile, la visibilità offerta dal bosco e la percorribilità del terreno.

   Molti fattori influenzano sul terreno la velocità di corsa. La carta deve contenere tutte queste informazioni classificando strade e sentieri, indicando se le paludi, le rocce e la vegetazione sono attraversabili o meno, e illustrando le caratteristiche del suolo e la presenza di zone aperte. I limiti evidenti di vegetazione devono essere riportati, in quanto sono utili per la lettura della carta.

   In fase di rilievo della carta bisogna porre molta attenzione a mantenerla chiara e leggibile, tenendo a mente, quando si sceglie il grado di generalizzazione, le dimensioni minime dei simboli, che servono a garantirne la leggibilità in condizioni normali.

   La carta deve contenere le linee del nord magnetico e può inoltre riportare della toponomastica e del testo di contorno, allo scopo di aiutare il concorrente ad orientare la carta. Il testo va scritto da ovest ad est. I testi interni alla carta, scritti in uno stile semplice e chiaro, devono essere posti in maniera tale da non nascondere particolari importanti.

   L’accuratezza globale della carta dipende dalla precisione delle misure (posizione, quota e forma) e da quella del disegno. La precisione delle posizioni su una carta d’orientamento deve corrispondere a quella ottenibile con bussola e conteggio dei passi. Ogni oggetto deve essere posizionato con un’accuratezza tale da evitare che il concorrente, nel prendere misure con bussola e passi, possa notare discrepanze tra carta e terreno maggiori del 5%. La quota assoluta ha un’importanza molto relativa in una carta d’orientamento. È invece importante che la carta riporti nel modo più corretto possibile i dislivelli tra oggetti vicini.

   La rappresentazione accurata della forma del terreno ha un’enorme importanza per il concorrente, in quanto un disegno preciso, dettagliato, e talvolta esagerato, della forma del terreno, è condizione essenziale per una buona lettura della carta.

   Un buon terreno per la corsa d’orientamento contiene una gran varietà di particolari. Occorre selezionare quelli più importanti per l’atleta in gara, e rappresentarli sulla carta d’orientamento. Per ottenere ciò, in modo che la carta sia leggibile e facile da interpretare, occorre una generalizzazione cartografica. La generalizzazione consiste di due fasi: quella selettiva e quella grafica.

   La generalizzazione selettiva consiste nel decidere quali dettagli ed oggetti debbano essere rappresentati sulla carta. A ciò concorrono due importanti considerazioni: l’importanza del particolare dal punto di vista del concorrente e la sua influenza sulla leggibilità della carta. C’è spesso dell’incompatibilità tra questi due fattori, ma l’esigenza di leggibilità non deve mai essere trascurata per segnare un numero eccessivo di piccoli particolari. Perciò sarà necessario, in fase di rilievo, adottare una misura minima per parecchi tipi di particolari. Tali dimensioni minime possono variare un pò da carta a carta, a seconda della frequenza del dettaglio in questione. Ad ogni modo, la coerenza è una delle maggiori qualità di una carta d’orientamento.

   La generalizzazione grafica può influire molto sulla chiarezza della carta. Perciò occorre semplificare, spostare ed esagerare il disegno quando necessario.

   Ai fini della leggibilità, occorre che le dimensioni dei simboli, lo spessore delle linee e lo spazio tra essi siano scelti tenendo conto della percezione visiva normale dell’atleta alla luce del sole.

   Le dimensioni minime dell’oggetto da rappresentare nella carta dipendono in parte dalle qualità grafiche del simbolo (forma, dimensioni e colore), in parte dalla posizione rispetto ai simboli vicini. Se oggetti adiacenti sul terreno appaiono sulla carta più grandi che sul terreno, è fondamentale anche rispettare le corrette relazioni spaziali tra di essi, e tra essi e gli altri dettagli vicini.

   La scala delle carte d’orientamento è 1:15000. Si possono realizzare carte 1:10000 per gare di staffetta e corta distanza. La scala 1:10000 è raccomandata per atleti di età maggiore (45 ed oltre) dove la lettura di linee sottili e piccoli simboli può creare problemi, o per categorie giovanili (16 o meno) in cui la capacità di lettura di carte complesse non è ancora ben sviluppata.

   Le carte 1:10000 devono essere disegnate con linee, aree tratteggiate e simboli, ingranditi del 50% rispetto a quelli delle carte 1:15000.

   Nella didattica si usano normalmente scale crescenti da 1:10000 a 1:5000 a 1:2500. Carte in scala molto grande come 1:2500 conterranno chiaramente più dettagli, come attrezzi di gioco, panchine, cestini, ecc.. Anche per tali carte le dimensioni delle linee devono essere ingrandite del 50%.

   La quadricromia é il metodo di stampa a colori più usato. Essa usa i tre colori base del modello additivo: giallo (Y), magenta (M) e cyan (C). In teoria la sovrapposizione del 100% di giallo, magenta e cyan produce il colore nero, ma in realtà risulta piuttosto un marrone scuro. Perciò di norma si stampa il nero (blacK) come colore a sé. Dalle iniziali dei nomi inglesi di quei quattro colori il modello viene chiamato CMYK. Il vantaggio maggiore di tale metodo é di permettere l’inclusione di fotografie e marchi degli sponsor a colori, senza costi aggiuntivi. L’uso di tecniche digitali per produrre le separazioni dei quattro colori ha oggi reso possibile la realizzazione di carte d’orientamento d’alta qualità.
   Simbologia nell' orientamento.

   La forma del suolo è espressa da curve di livello molto dettagliate, con l’aiuto di simboli speciali per le collinette, depressioni, ecc. A ciò si aggiungono in nero i simboli di rocce e pareti. Normalmente la migliore rappresentazione di un terreno da orienteering si ottiene con un’equidistanza di 5 m.

   Va evitato l’uso eccessivo di curve ausiliarie, poiché complicherebbe la carta dando un’impressione erronea delle differenze di quota. Se la rappresentazione di un’area richiede un gran numero di curve ausiliarie, un’equidistanza minore è un’alternativa più leggibile.

   Sulla carta va rappresentata più accuratamente possibile la differenza relativa di quota tra oggetti vicini. La precisione della quota assoluta è meno importante. É ammesso alterare leggermente la quota di una curva di livello se ciò può migliorare la descrizione di un particolare. Tale scostamento non deve eccedere il 25% dell’equidistanza, e va fatta attenzione agli oggetti circostanti.

   Le rocce sono una classe particolare di forme del terreno. La loro rappresentazione dà informazioni utili sulla pericolosità e percorribilità, oltre ad offrire dettagli per la lettura della carta e punti di controllo. Le rocce si segnano in nero per distinguerle dalle altre forme di terreno. Occorre accertarsi che le pareti di roccia corrispondano, per forma e direzione, al terreno, così come descritto dalle curve di livello principali ed ausiliarie.

   Il gruppo dei simboli idrografici comprende sia le acque libere sia i particolari tipi di vegetazione dovuti alla presenza d’acqua (paludi). La classificazione serve a quantificare l’ostacolo alla corsa e ad offrire riferimenti sia per la navigazione che per possibili punti di controllo. Una linea nera intorno ad un’area d’acqua indica che essa non può essere attraversata in condizioni meteorologiche normali. In luoghi aridi può darsi che i particolari descritti in questa sezione contengano acqua solo stagionalmente.

   Il principio essenziale per i colori è il seguente: il bianco rappresenta il bosco in cui è possibile correre; il giallo rappresenta le zone aperte; il verde rappresenta la densità del bosco e del sottobosco in riferimento alla possibilità di corrervi.

   La velocità di corsa dipende dalla natura del bosco (densità di alberi/arbusti e sottobosco), ma non tiene conto di paludi, terreni rocciosi ecc. che vengono segnati con simboli a parte.

   La rete viaria offre informazioni fondamentali per il corridore e la classificazione deve essere chiaramente riconoscibile sulla carta. Particolarmente importante per il concorrente è la classificazione dei sentieri minori. Non basta tener conto solo della larghezza del sentiero, ma di quanto esso sia evidente per l'atleta. Anche le altre opere dell'uomo sono importanti sia per la lettura della carta che quali possibili punti di controllo.